Maillots de basket et de football portant les numéros 6 et 10 exposés au mur

I numeri ritirati nella NBA e nel calcio

Maillots de basket et de football portant les numéros 6 et 10 exposés au mur

In un’arena NBA basta alzare lo sguardo. Gli striscioni appesi sotto il tetto riportano numeri che nessuno indosserà più. In uno stadio di calcio esiste la stessa idea, ma è molto meno evidente: un numero assente dall’elenco dei giocatori, una maglia che il club si rifiuta di assegnare, a volte per sempre.

Ritirare un numero significa trasformare una maglia in un monumento. La pratica è nata negli Stati Uniti, è diventata centrale nella cultura NBA e il calcio l’ha adottata più tardi, più raramente e spesso in circostanze più dolorose. Ecco come funziona questo gesto, i casi più noti nei due sport e perché alcune leghe lo vietano quasi del tutto.

La risposta breve

Ritirare un numero significa che nessun giocatore del club potrà più indossarlo. In NBA è una tradizione d’onore molto diffusa, simboleggiata da uno striscione nell’arena. Il numero 6 di Bill Russell è stato persino ritirato da tutta la lega nel 2022, un caso unico.

Nel calcio, la pratica resta eccezionale e rende spesso omaggio a un giocatore scomparso. Il 10 del Napoli per Diego Maradona è il caso più famoso, insieme al 6 di Franco Baresi al Milan e al 14 di Johan Cruyff all’Ajax.

Ritirare un numero, in pratica

Un numero ritirato esce definitivamente dalla rotazione del club. Nessuno lo riceve alla firma di un contratto, non compare più in distinta e resta associato a un solo giocatore. Nella maggior parte dei casi, la decisione è accompagnata da una cerimonia: uno striscione issato sotto il tetto nel basket, una maglia incorniciata o un picchetto d’onore nel calcio.

Le motivazioni variano. L’omaggio sportivo premia un’intera carriera nello stesso club. L’omaggio postumo onora un giocatore scomparso, a volte nel pieno della carriera. Una terza categoria, più rara, riguarda invece i tifosi stessi, ai quali alcuni club dedicano un numero simbolico.

È il caso più comune in NBA. Il club ritira il numero di una leggenda che ha segnato la sua storia, in genere dopo aver vinto diversi titoli o aver trascorso gran parte della carriera con la stessa maglia.

Esempi: il 23 di Michael Jordan ai Chicago Bulls, il 33 di Kareem Abdul-Jabbar o il 4 di Javier Zanetti all’Inter Milan dopo oltre ottocento partite con il club.

Nel calcio, spesso è questo il motivo che porta a prendere la decisione. Il numero diventa così un luogo della memoria e la sua assenza nella rosa si nota ogni stagione.

Esempi: il 23 di Marc-Vivien Foé al Manchester City, il 13 di Davide Astori alla Fiorentina, il 21 di Dani Jarque all’Espanyol o il 16 di Antonio Puerta al Siviglia FC.

Alcuni club riservano un numero ai propri tifosi. Il 12 simboleggia il dodicesimo uomo, quello che sostiene la squadra dagli spalti, e quindi non può essere assegnato ad alcun giocatore.

L’Olympique de Marseille e la Lazio sono tra i club europei che hanno adottato questo simbolo. In NBA, diverse franchigie hanno dedicato il 6 ai propri tifosi, seguendo la stessa idea del sesto uomo.

In NBA, una tradizione consolidata da decenni

Il basket americano ha fatto del ritiro dei numeri un elemento distintivo delle sue arene. Ogni palazzetto espone i propri, e il numero degli stendardi racconta la storia della franchigia. I Boston Celtics detengono di gran lunga il record, con più di venti numeri ritirati, il che crea anche un problema pratico: restano pochissimi numeri a due cifre disponibili.

23
Michael JordanChicago Bulls, e ritirato anche dai Miami Heat, nonostante non ci abbia mai giocato.
8 · 24
Kobe BryantLos Angeles Lakers: due numeri ritirati per un solo giocatore, un caso rarissimo.
33
Kareem Abdul-JabbarRitirato dai Lakers e dai Milwaukee Bucks, le sue due franchigie campioni.
13
Wilt ChamberlainOmaggiato da tre franchigie diverse, dai Warriors ai Lakers.

Il caso di Kobe Bryant merita una menzione a parte. I Lakers hanno ritirato i suoi due numeri la stessa sera: l’8, indossato nella prima parte della carriera, e il 24 delle ultime stagioni. È un modo per riconoscere che, in termini di stile di gioco e ruolo, si trattava di due giocatori diversi con lo stesso nome.

Il caso di Michael Jordan solleva un’altra questione. I Miami Heat hanno ritirato il 23 senza che Jordan abbia mai indossato la maglia della franchigia, semplicemente per sottolineare la sua influenza sul gioco. Una decisione apprezzata da alcuni e contestata da altri, che dimostra come il ritiro di una maglia sia una scelta del club, non una regola scritta.

L’espediente dei Celtics

Quando Boston volle rendere omaggio a Jim Loscutoff senza ritirare un altro numero, il club issò uno stendardo con il suo soprannome anziché con la sua maglia. Il 18 poté così essere riassegnato e fu poi indossato da un altro grande giocatore della storia della franchigia.

Il 6 di Bill Russell, ritirato da tutta la lega

Nell’agosto 2022, la NBA ha preso una decisione senza precedenti: ritirare il numero 6 di Bill Russell in tutte e trenta le franchigie contemporaneamente. Undici titoli di campione, un ruolo fondamentale nella lotta per i diritti civili e lo status di prima persona nera ad allenare una grande squadra professionistica negli Stati Uniti: la lega ha ritenuto che l’omaggio dovesse andare oltre i confini di un singolo club.

È stata tuttavia prevista un’eccezione. I giocatori che indossavano già il 6 al momento dell’annuncio hanno potuto conservarlo fino al termine della loro carriera, il che spiega perché si sia continuato a vedere questo numero sui parquet dopo la decisione. I nuovi arrivati, invece, non possono più sceglierlo.

Il ritiro di un numero da parte di un’intera lega, anziché di un club, resta a oggi un caso unico nello sport americano.

NBA, omaggio a Bill Russell, 2022

Il calcio ha ignorato a lungo questa pratica, per un semplice motivo: fino agli anni ’90, i numeri indicavano i ruoli, non le persone. Il 9 era il centravanti, l’1 il portiere, e la stessa maglia passava da un giocatore all’altro a ogni partita. Ritirare un numero non aveva quindi alcun senso. Tutto è cambiato con l’assegnazione di numeri fissi per l’intera stagione, che ha creato un legame duraturo tra un giocatore e il suo numero.

Alcuni dei numeri ritirati più noti del calcio europeo
Numero Giocatore Club Motivo
10 Diego Maradona Napoli Omaggio alla figura più importante nella storia del club
6 Franco Baresi Milan AC Intera carriera nel club, capitano emblematico
3 Paolo Maldini Milan AC Ritirato con una riserva: un figlio di Maldini potrebbe riprenderlo
4 Javier Zanetti Inter Milan Longevità e status di capitano storico
14 Johan Cruyff Ajax Amsterdam Omaggio all’inventore di uno stile di gioco
6 Bobby Moore West Ham United Capitano campione del mondo nel 1966
23 Marc-Vivien Foé Manchester City Omaggio postumo dopo la sua scomparsa nel 2003
10 Roberto Baggio Brescia Omaggio al giocatore al termine della sua carriera nel club

Il 3 di Paolo Maldini illustra la sfumatura italiana. Il club ha annunciato che il numero sarebbe stato ritirato, a meno che un giorno uno dei suoi figli non avesse indossato la maglia rossonera. Non si tratta quindi di un ritiro definitivo, ma di una riserva familiare, una formula che non si trova da nessun’altra parte.

A Napoli, il 10 occupa una posizione ancora diversa. Il numero è stato ritirato poco dopo l’addio di Maradona al club, molto prima della sua scomparsa, ed è diventato un punto di riferimento per comprendere tutta la decorazione dello stadio e della città. Se ti interessano i numeri carichi di storia, la nostra guida su cosa racconta ogni numero di maglia illustra l’origine di ogni numero, dall’1 al 99.

Perché nel calcio se ne ritirano così pochi

Non è solo una questione di cultura. Diversi regolamenti rendono questa pratica difficile, se non impossibile. In Spagna, i giocatori della prima squadra devono indossare numeri compresi tra 1 e 25, lasciando pochissimo margine: ritirare un numero significa privare la rosa di un’opzione. È uno dei motivi per cui i grandi club spagnoli hanno ritirato pochissimi numeri.

In Italia e in Inghilterra, la numerazione arriva fino al 99, il che spiega la maggiore flessibilità di questi campionati. Infine, con le nazionali la questione non si pone nemmeno: le rose dei Mondiali prevedono una numerazione consecutiva a partire dall’1 e una federazione non può decidere di saltare un numero. Una richiesta in tal senso fu respinta dalla FIFA negli anni 2000.

SpagnaNumeri da 1 a 25I giocatori della prima squadra devono avere numeri consecutivi, senza salti, il che impedisce quasi del tutto di ritirarne uno.
Italia e InghilterraFino al 99Un’ampia scelta di numeri disponibili, che rende più facile accettare i ritiri.
Competizioni internazionaliNumerazione obbligatoriaLe rose delle nazionali partono dall’1 e proseguono senza numeri riservati.

Si può ancora indossare un numero ritirato?

Sì, ed è proprio questo il bello. Un numero ritirato non scompare dal commercio: scompare dallo spogliatoio. Nulla impedisce a un tifoso di farsi stampare il 23 su una maglia dei Bulls, il 10 su una maglia del Napoli o il 14 su una maglia dell’Ajax. Queste scelte sono, tra l’altro, tra le più richieste al momento della personalizzazione.

Sulle maglie da basket, il numero fa parte del design stesso e spesso è già stampato sulle riedizioni dei modelli storici. Sulle maglie da calcio, la stampa si sceglie al momento dell’ordine, con il nome e il numero che preferisci. È il modo più semplice per rendere omaggio a un giocatore, senza aspettare che un club decida qualcosa.

Tre maglie associate a numeri entrati nella storia.

Maglia di Michael Jordan
Numero 23 · NBAMaglia di Michael JordanIl numero più famoso del basket, ritirato dai Bulls e dagli Heat.Guarda la maglia
Maglia di Kobe Bryant
Numeri 8 e 24 · NBAMaglia di Kobe BryantDue numeri ritirati dai Lakers la stessa sera, per un’unica carriera.Vedi la maglia
Maglia casalinga retrò del Napoli SSC 1986/1987
Numero 10 · Serie AMaglia casalinga retrò del Napoli SSC 1986/1987La stagione del primo scudetto napoletano, quella che ha reso il 10 intoccabile.Vedi la maglia

Domande frequenti

Qual è l’unico numero ritirato da tutta la NBA?

Il 6 di Bill Russell, ritirato da tutte e trenta le franchigie nell’agosto 2022. I giocatori che lo indossavano già a quella data hanno potuto conservarlo fino alla fine della carriera.

Perché il Barça o il Real non hanno numeri ritirati?

Perché il regolamento spagnolo impone alla rosa professionistica numeri da 1 a 25, senza interruzioni. Bloccare un numero significherebbe ridurre le opzioni di numerazione della squadra.

Il 10 di Maradona è ritirato dalla nazionale argentina?

No. Le liste delle nazionali seguono una numerazione imposta e progressiva, e la FIFA ha respinto una richiesta in tal senso. Solo il club di Napoli ha ritirato il suo 10.

Un numero ritirato può tornare?

È raro, ma possibile, perché la decisione spetta al club. Il caso più noto è quello del 3 di Paolo Maldini al Milan, riservato a uno dei suoi figli, nel caso in cui dovesse indossare la maglia del club.

Si può far stampare un numero ritirato sulla propria maglia?

Sì. Il ritiro riguarda solo la rosa del club. Tra i tifosi, questi numeri sono tra i più richiesti per la personalizzazione, con o senza il nome del giocatore associato.

Numeri diventati nomi propri

Un numero ritirato racconta una storia breve: un giocatore, un club e una decisione presa perché il legame non si spezzi mai. La NBA ne ha fatto una presenza permanente, il calcio ne ha fatto un’eccezione commovente e ogni lega applica le proprie regole di numerazione.

Ciò che accomuna i due mondi è la forza del simbolo. Quando si vede un 23 su un parquet di Chicago o un 10 per le strade di Napoli, non c’è bisogno di spiegazioni. Per proseguire la visita sul parquet, scopri le più belle maglie NBA della storia, dove diversi di questi numeri sono in primo piano.

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