Finalista nel 2022, campione nel 2018, e un esordio che ha solo confermato lo status di favorito. La squadra francese ha iniziato il suo Mondiale 2026 con una vittoria controllata, un record storico per il suo capitano e un gruppo che sembra già a metà domato. Ecco perché tanti osservatori considerano i Bleus tra i grandi candidati al titolo finale.
Un esordio dominato contro il Senegal
Martedì 16 giugno, allo stadio di New York/New Jersey, la squadra francese ha confermato il suo ingresso nel torneo contro un Senegal comunque coriaceo per un'ora di gioco. Incerti e a volte messi sotto pressione nel primo tempo, i Bleus hanno aggiustato la mira nel secondo tempo per imporsi 3-1.
Lo scenario ha un sapore particolare: l'ultima volta che Francia e Senegal si sono affrontate in Coppa del Mondo, nel 2002, i Leoni della Teranga avevano creato una delle più grandi sorprese della storia del torneo battendo i Bleus campioni in carica. Ventiquattro anni dopo, la Francia ha cancellato quel ricordo con autorità, spinta da un doppio cambio offensivo deciso da Didier Deschamps all'intervallo.
Sette tornei importanti, sette vittorie alla prima partita. Sotto la guida di Didier Deschamps, che qui disputa quella che potrebbe essere la sua ultima grande competizione alla guida dei Bleus, questa tradizione di esordi dominati non si è mai interrotta.
Mbappé, già nella storia di questo Mondiale
Il capitano dei Bleus non ha solo segnato per aiutare la sua squadra a vincere. È entrato nella storia del calcio francese durante la partita.
Mbappé ha aperto le marcature con un tiro al volo dopo un passaggio millimetrico di Michael Olise, eguagliando in quel momento il record di Olivier Giroud. Il Senegal ha poi pareggiato nel finale di partita, prima che Mbappé sigillasse definitivamente la vittoria con un tiro stratosferico da 25 metri nei minuti di recupero, diventando a 27 anni il miglior marcatore nella storia dei Bleus.
Un capitano ora detentore di record, al massimo della forma, all’inizio di un torneo in cui non è mai stato incoronato campione del mondo nonostante il suo gol in finale nel 2022. È esattamente il tipo di motivazione extra che rende questa squadra francese pericolosa.
Una rosa che ha già toccato la finale e che regge la baracca
Oltre a Mbappé, la forza di questa squadra francese risiede nella sua profondità e nell’esperienza collettiva nei grandi appuntamenti.
Campioni del mondo 2018, finalisti 2022. Nessun’altra nazione ha disputato due delle ultime tre finali di Coppa del Mondo. Questa abitudine alla massima pressione è un vantaggio che poche selezioni concorrenti possono vantare.
Michael Olise si è imposto come il metronomo del gioco offensivo contro il Senegal, moltiplicando aperture millimetriche. Ousmane Dembélé e Bradley Barcola offrono una profondità di panchina che poche squadre possono schierare dietro il loro titolare.
Dayot Upamecano ha offerto una prestazione solida contro i ripetuti assalti senegalesi nel primo tempo. Mike Maignan, decisivo in diverse interventi, conferma il suo status di portiere numero uno indiscusso.
Per quella che sembra la sua ultima danza alla guida dei Bleus, Didier Deschamps dispone di tutti gli ingredienti per puntare a una terza stella e concludere la sua avventura nel migliore dei modi.
Il gruppo I, un girone di ferro già a metà domato
Il gruppo I è ampiamente considerato uno dei più competitivi di questo Mondiale 2026: la Francia, finalista nel 2022, il Senegal, abituale degli ottavi di finale, la Norvegia guidata da Erling Haaland, e l'Iraq che si è qualificato tramite gli spareggi intercontinentali con una forma recente impressionante.
| Posizione | Squadra | Punti | Diff. |
|---|---|---|---|
| 1 | Norvegia | 3 pt | +3 |
| 2 | Francia | 3 pt | +2 |
| 3 | Senegal | 0 pt | -2 |
| 4 | Iraq | 0 pt | -3 |
La Norvegia, che ha battuto l’Iraq 4-1 il 17 giugno, precede provvisoriamente la Francia per differenza reti. Ma con due squadre qualificate direttamente per girone e otto migliori terze ripescate grazie al nuovo formato a 48 squadre, il margine di errore resta reale per tutti in questo girone senza pause.
Le vere domande che possono frenare i Bleus
Essere favoriti non significa essere infallibili. Restano diversi punti di attenzione reali per questa squadra di Francia.
Contro il Senegal, i Bleus sono sembrati impacciati e imprecisi per 45 minuti, soprattutto nel rapporto tra Dembélé e Mbappé. Contro avversari capaci di punire queste esitazioni, questo tempo di adattamento potrebbe costare caro nella fase a eliminazione diretta.
L’Argentina di Messi, la Spagna campione d’Europa, il Brasile e la Germania mostrano tutti argomenti solidi per contendersi il trofeo. Lo status di favorito si guadagna anche nel tempo, non solo in una partita d’apertura.
Con la Norvegia in testa e un Senegal capace di rilanciarsi contro i norvegesi, la Francia non ha nessuna partita facile davanti a sé in questa fase a gironi. Il margine di errore è sottile fino al 27 giugno.
Rimane che per ora, tutti i segnali inviati da questa squadra di Francia, l’esperienza delle grandi finali, la forma storica del suo capitano, la profondità della sua rosa, vanno nella stessa direzione. La terza stella resta da scrivere, ma i Bleus hanno gli argomenti per ambirvi.
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